Game of Thrones nel Sud Italia
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Game of Thrones nel Sud Italia
Normanni, Svevi, Angioini, Aragonesi… No, non è un elenco per un esame di storia, ma la scacchiera affollata del Sud Italia nel Duecento! Vi gira la testa? Tranquilli, facciamo ordine in 60 secondi.
Prima metà del secolo: comanda lui, lo Stupor Mundi. Federico II di Svevia tiene insieme un impero che va dalla Germania alla Sicilia. Un’epoca d’oro che però finisce con la sua morte nel 1250.
Sale al trono il figlio, Manfredi. Lui non è Imperatore, è 'solo' Re di Sicilia (che all’epoca voleva dire tutto il Sud dell’Italia, dall'Abruzzo in giù). Ma c’è un problema: la chiesa lo vede come il fumo negli occhi e senza il beneplacito di Roma, nessun imperatore, nessun Re riesce a mantenersi in sella. E cosa fa l’allora Papa Clemente IV?
Chiama il 'bullo' di turno dalla Francia: Carlo d’Angiò, un condottiero ambizioso e senza terra a cui il pontefice dà un ordine preciso: 'Annienta gli Svevi'. Carlo arriva, vince a Benevento nel 1266 contro Manfredi e instaura un regime durissimo nel Regno di Sicilia.
Ma i siciliani non ci stanno. Nella Pasqua del 1282 scoppiano i cosiddetti Vespri Siciliani. Una rivolta leggendaria nata da un insulto a una donna palermitana da parte di un soldato francese. La rivolta dilaga in pochissimo tempo e diventa guerra vera e propria contro gli invasori angioini.
E qui arriva il colpo di scena. I siciliani da soli non riescono a combattere contro i francesi, hanno bisogno di aiuto e chiamano l'unica erede legittima del trono di Sicilia: Costanza di Svevia, figlia di Manfredi, nipote di Federico II.
Lei è sposata, tra l’altro felicemente, con il Re spagnolo Pietro d’Aragona e il loro matrimonio diventa il vero game changer in questa situazione intricata.
Gli Aragonesi sbarcano in Sicilia, cacciano Carlo d’Angiò e restano lì per oltre un secolo.
E voi, conoscevate questo intreccio degno di una serie TV? Continuate a seguirci!
DE
„Game of Thrones“ in Süditalien
Normannen, Staufer, Anjou, Aragonier … Das ist Sueditalien im 13. Jahrhundert.
Erste Hälfte des Jahrhunderts: Friedrich II. von Hohenstaufen hält ein Imperium zusammen, das von Deutschland bis nach Sizilien reicht. Eine goldene Ära, die jedoch mit seinem Tod im Jahr 1250 ihr Ende findet.
Sein Sohn Manfred besteigt den Thron. Er ist kein Kaiser, sondern „nur“ König von Sizilien – was damals das gesamte heutige Süditalien bedeutete, von den Abruzzen abwärts. Doch es gibt ein Problem: Die Kirche ist ihm gegenüber feindselig gesinnt. Ohne den Segen Roms kann sich kein Kaiser, kein König lange an der Macht halten. Und was unternimmt der damalige Papst Clemens IV.?
Er ruft den „starken Mann“ aus Frankreich herbei: Karl von Anjou, ein ehrgeiziger Feldherr ohne eigenes Land. Der Papst gibt ihm einen präzisen Befehl: „Vernichte die Staufer“. Karl erscheint, siegt 1266 bei Benevent gegen Manfred und errichtet im Königreich Sizilien ein unerbittliches Regime.
Doch die Sizilianer beugen sich nicht. Am Ostermontag 1282 bricht die sogenannte Sizilianische Vesper los. Ein legendärer Aufstand, entfacht durch die Beleidigung einer Frau aus Palermo durch einen französischen Soldaten. Der Aufstand verbreitet sich in Windeseile und wird zu einem Krieg gegen die Besatzer aus dem Hause Anjou.
Und hier kommt die Wendung. Die Sizilianer allein können gegen die Franzosen nicht bestehen; sie brauchen Hilfe und rufen die einzige rechtmäßige Erbin des Throns von Sizilien: Konstanze von Hohenstaufen, Tochter Manfreds und Enkelin Friedrichs II.
Sie ist – zudem glücklich – mit dem spanischen König Peter von Aragon verheiratet. Ihre Ehe wird zum entscheidenden Wendepunkt in diesem verworrenen Machtspiel.
Die Aragonier landen auf Sizilien, vertreiben Karl von Anjou und bleiben dort für über ein Jahrhundert.








